Lo spazio dell’abitare

Ciclo di incontri e laboratori
Sala Prof. Marco Biagi, Complesso del Baraccano, via S.Stefano 119, Bologna

Dall’inizio del 2020, con il diffondersi della pandemia, ci siamo chiusi in casa. Ci eravamo abituati a vivere per lo più all’esterno: mangiare, studiare, lavorare, incontrare le persone, vedere film, ballare, ascoltare musica, fare sport. Poi siamo stati obbligati a vivere a lungo in spazi che non ci sono più sembrati sufficienti; abbiamo sentito tutti i limiti della casa-scatola – l’abitazione razionale alla quale ci ha abituato il Novecento – che si è rivelata inadatta ai nostri bisogni, svuotata di emozioni e di ricordi, di simboli e di valori, cioè del nutrimento della nostra psiche. Molte persone hanno vissuto i mesi del lockdown come una reclusione, e non è detto che il nostro futuro sia prodigo di tutte le libertà di movimento che abbiamo goduto in passato. Dobbiamo chiederci come tornare a vivere in modo più intimo gli spazi dell’abitazione, avendone cura più di quanto non abbiamo fatto finora.

Di questo si occupa il corso-laboratorio organizzato da Spazio Lavì! – associazione culturale che opera a Bologna e gestisce la galleria Lavì! City – in collaborazione con Zolla, un gruppo di professionisti che si interrogano, riflettono, lavorano intorno all’attualità e le sue forme. Il proposito è quello di trarre spunto dalla nostra esperienza recente: siamo passati in modo drastico e repentino da uno stile di vita proiettato alla socialità ad una sorta di clausura. Dal riesame dello spazio domestico deve nascere una configurazione degli interni più consapevole, finalizzata anche al recupero del rapporto con la città e il quartiere.

Programma

23 marzo
ore 17.30-19.30
Saluto della Presidente del Quartiere Santo Stefano, Rosa Maria Amorevole
Lucia Coppari, Presentazione tematica
Marco Gay, La mia casa: Jung e Bollingen. Laboratorio con il pubblico
6 aprile
ore 17.30-19.30
Stefano Piazzi, Abitare il Confine (fuori/dentro, pelle, parassiti)
Anna Periz, Questa casa non è un albergo
Giuseppe Onelia, Gesti di fuori. Presentazione video e laboratorio con il pubblico
27 aprile
ore 17.30 – 19.30
Piero Orlandi, Le stanze perdute
Giuliano Corti, Abitare l’altrove
Enrico Reo, Abitare il gruppo: esperienza di fondazione

Durante gli incontri gli interessati possono partecipare ai laboratori, che prevedono indagini fotografiche e seminari sulla qualità dell’abitare e nei quali vengono messi a punto i contenuti del secondo ciclo di incontri (19 ottobre e 9 novembre).

Notizie biografiche

  • Lucia Coppari – Architetto, ha maturato una lunga esperienza di insegnamento della Storia dell’Arte, dando vita a progetti formativi, interdisciplinari e laboratoriali, con particolare riferimento alle tematiche dell’abitare e dell’immaginale. Cura il progetto “La città-spazio e memoria” per l’Associazione Zolla, di cui fa parte.
  • Giuliano Corti – Laureato in Filosofia Teoretica all’Università Statale di Milano ha frequentato la Scuola di Perfezionamento in Filosofia dell’Università di Pavia. Sceneggiatore e consulente di comunicazione, collabora con società di ricerche di mercato, agenzie pubblicitarie, studi di design e di grafica, case di produzione video e cinematografiche. Giornalista pubblicista, scrive per riviste di design e di architettura. È autore di racconti, libretti d’opera, testi teatrali, sceneggiature per lungometraggi e cortometraggi.
  • Marco Gay – Laureato in filosofia (Genova, 1967), è psicoterapeuta e psicoanalista junghiano. Si è formato al C.G. Jung Institut di Zurigo. Ha lavorato per sei anni alla clinica Zürichberg. Analista didatta del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica) dal 1982 al 1993. Docente presso il CIPA. È co-fondatore dell’associazione culturale Metis e della onlus Metis Africa e membro del direttivo di Li.S.T.A. È tra i fondatori della rivista «La pratica analitica» e ha diretto «Immediati dintorni». Ha collaborato con varie Università e istituzioni. Oltre a numerosi saggi sulla pratica terapeutica, sui processi e dispositivi di cura e sulla dimensione immaginale e mitologizzante della psiche, è autore di La relazione analitica. È coautore insieme ad Anna Periz del libro Alle sorgenti di Sìva e Dioniso. Le vie dei misteri tra Oriente e Occidente,edito da Persiani Editore, Bologna, 2021.
  • Giuseppe Onelia – Intreccia la sua pratica artistica con il video, la musica, l’animazione, il disegno. Ha studiato Media Design e Arti Multimediali a Milano e ha conseguito un Master in Artists’ Film & Moving Image presso la Goldsmiths University of London. Oltre a portare avanti la sua attività di filmmaker, il suo lavoro si focalizza sulla compenetrazione e l’esplorazione di diversi materiali visivi, sonori e performativi.
  • Piero Orlandi – Architetto, ha lavorato nell’amministrazione regionale, occupandosi di edilizia sociale, piani paesaggistici, beni culturali. Ha pubblicato libri sull’architettura del secondo novecento (Quale e Quanta, CLUEB, 2005) e sulla fotografia del paesaggio urbano (Visioni di città, Bononia University Press, 2015). Nel 2012 ha fondato, con Monica Manfrini, l’Associazione culturale Spazio Lavì!, con la quale produce mostre d’arte contemporanea nelle due sedi di Bologna e Sarnano.
  • Anna Periz – Psicologa e psicoterapeuta a orientamento junghiano. Lavora a Vicenza, Verona e Bologna privatamente e con collaborazioni in strutture pubbliche. Dopo aver fatto esperienza di studio e attività di ricerca all’estero, in particolare in Germania, coltiva la passione per gli studi junghiani collaborando con alcune associazioni. Autrice dell’articolo “La città e i suoi Passages. Un’immagine per la nuova clinica” per Persiani Editore, è cofondatrice di Explora, team di terapeuti che si occupano dello studio e della sperimentazione dell’immaginazione attivata con riferimento al modello olotropico di Grof.
  • Stefano Piazzi – Architetto, nella Cuppini Associati prima e, dal 2011, nello studio ASP.ILT di cui è socio fondatore, si è occupato, attraverso i concorsi e la pratica professionale, della progettazione architettonica e urbana, con particolare riferimento alla progettazione di edifici pubblici nel campo dell’edilizia monumentale storica, dell’edilizia scolastica, della museografia. Ha partecipato a diversi convegni e mostre di Architettura.
  • Enrico Reo – Psicologo-Psicoterapeuta(Ph.D), Gruppoanalista e Direttore teatrale; Fondatore, Presidente e Direttore del “Nucleo Teatro dell’Oppresso Verona”; Psicoterapeuta e Supervisore della Clinica “Oasi San Giacomo” (Verona), per la cura dei giovani tossicodipendenti; membro del Consiglio di amministrazione dell’IFSI/FIIS; Membro del Direttivo di “Zolla”, associazione per l’innovazione sociale nel trattamento delle conseguenze sociali Covid-19; ex cestista professionista.

In connessione con il tema degli incontri, tra il 19 marzo e il 9 aprile Lavì! City – lo spazio espositivo dell’Associazione Spazio Lavì!, in via Sant’Apollonia 19a – ospita la mostra In un soffio di Elena Grossi, costituita da 23 fotografie del 2020 che esplorano una casa nella sua dimensione più remota e sotterranea, privata del sottile accumulo di polvere che ne impedisce l’immediata riconoscibilità. La polvere è stata raccolta durante la pulitura delle stanze e in seguito distribuita sulle fotografie, diventando un materiale riempitivo, una pigmentazione che forma piccoli spessori sulle superfici fino a stabilire una sorta di scrittura tattile. Le immagini sembrano in procinto di sgretolarsi come fossero fatte di sabbia, frammenti di vedute interiori sempre più sbiadite e vaporizzate in una dimensione rarefatta.

Elena Grossi (Montecchio Emilia, 1994) è laureata in Pittura e in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Le sue opere, esposte in varie sedi in Italia e all’estero, riflettono sui concetti di illusione, memoria e distanza e creano un mondo che si scompone e si ricompone ogni volta in modo imprevedibile.

Per informazioni: spazio.lavi@gmail.com – tel .389 286 2551