Abbiamo il piacere di segnalare che il nostro progetto “6.5 una casa” approda in Triennale a Milano, all’interno della mostra “Ricostruzioni“, che apre il prossimo 29 novembre.
Siamo presenti con un album fotografico appositamente realizzato per questa occasione e con il libro edito da Danilo Montanari. Chi fosse interessato ad acquistarlo può richiedercelo scrivendo a spazio.lavi@gmail.com.

 

Ricostruzioni | La Triennale Milano | giovedì 29 novembre 2018  ore 19.00 (.pdf)

A cura di Luca Caccioni e Irene Fenara

 

Ai piani intimi è una mostra che ruota attorno all’idea di intimità rivelata su differenti strati narrativi, nei confronti della memoria, del corpo e del paesaggio. La fotografia viene sperimentata nelle sue stratificazioni e trasparenze, tramite lo sguardo di quattro artiste che si confrontano nel sovrapporre le loro esperienze. La stratificazione di immagini è elemento comune che svela un desiderio di accumulazione e raccoglimento, quasi a voler far convivere più realtà sullo stesso piano nel tentativo di non perdere o non dimenticare la maggior quantità di forme possibili. La stratificazione di memoria e di ricordi, nel tentativo di colmare un’assenza, è forte nei lavori di Alessandra Brown e Roberta Zucchini, mentre è più materica la sovrapposizione di liquidi nel lavoro di Elena Grossi, e di macerie e crepe nel lavoro di Lucrezia Roncadi che accumula le ferite e i segni di un territorio scosso.  

La stratificazione del ricordo nel lavoro di Alessandra Brown è delicata ma definita, le carte da lucido sovrapposte svelano un trascorso familiare ormai passato. I familiari dell’artista sono infatti fasciati come oggetti che si trovano nelle zone balneari d’inverno. Una protezione rigida e plastica, resistente abbastanza da non farsi corrodere dalla salsedine che stagione dopo stagione affievolisce i colori e la memoria. Una copertura che protegge e allo stesso tempo soffoca le figure umane come il ricordo intimo di un luogo. La sovrapposizione fisica delle due fotografie, quella del passato e quella del presente, è accentuata da una distanza fisica che rappresenta una lontananza emotiva.

Altrettanto emotive e legate ai ricordi sono le fotografie di Roberta Zucchini. Un abito vuoto, dismesso, è quasi sempre traccia dell’intimità di una perdita. L’artista sembra cercare e non trovare al proprio posto qualche cosa. Si tratta di un vuoto che cerca di essere colmato tramite l’appropriazione di una serie di cappotti appartenenti alla madre dell’artista e alle sue sorelle. Gli abiti lunghi come ombre si sovrappongono nelle fotografie, moltiplicandosi e specchiandosi nei loro stessi negativi. I cappotti neri si fanno bianchi fantasmi, assenze che sembrano prendere vita e movimento a partire dai vestiti appesi e fotografati come testimonianza di qualcuno che è stato.

Il corpo invece diventa visibile nel lavoro di Lucrezia Roncadi che sovrappone la sua figura alle pareti di una struttura appartenuta alla sua famiglia e colpita dal sisma del 2012 in Emilia. L’idea di casa che si pensa possa durare una vita si frantuma così come il corpo giovane dell’artista che si fa portatore dei segni e della pelle del suo territorio. Il crollo fisico rappresenta il crollo delle certezze e il dolore che ci segna nel corpo. Lucrezia mette in relazione, tramite le stratificazioni delle fotografie, la durata di una vita con la durata di un’abitazione, distruggendo l’illusione che le cose, soprattutto quelle grandi, non mutino mai nel tempo così come l’idea della giovinezza. Quando si è giovani sembra che le cose non cambieranno mai, il cambiamento e il dolore sono sempre una sorpresa, finchè tutto non crolla, per la prima volta, sotto ai nostri occhi.

La stratificazione di Elena Grossi è invece materica, di liquidi che vanno a modificare la componente chimica della fotografia. L’acqua dello stagno rappresentato collabora a modificare l’aspetto dello stagno stesso, lasciando una traccia di sé, della propria esistenza e del proprio passaggio. Le fotografie, infatti, immerse nell’acqua stagnante concorrono a raffigurare un autoritratto della natura stessa.

 

Irene Fenara

Con grande piacere comunichiamo la riapertura dello Spazio Lavì! di Sarnano, dopo la prolungata ed involontaria chiusura dovuta agli eventi sismici del 2016 e 2017. Abbiamo scelto di mettere in mostra “Ai piani intimi”, il bel lavoro collettivo di quattro giovani artiste già esposto a Lavì! City a Bologna, che ha avuto una menzione speciale come migliore allestimento di Open Tour 2018, l’evento di primavera dell’Accademia di Belle Arti. Per quanto possibile d’ora in avanti affiancheremo, come previsto nel progetto originario, la programmazione degli eventi in questa sede a quella di Lavì! City. Con i migliori auguri a Spazio Lavì!, a Sarnano e a tutti i territori colpiti dal terremoto del Centro Italia.

La giuria di Art Up, il premio istituito in occasione di Opentour 2018, composta da Lorenzo Balbi, artistic director del Mambo, dalla collezionista Gaia Rossi Vacchi e da Andrea Viliani, direttore generale del museo MADRE di Napoli, ha deciso di segnalare la mostra di Lavì! City “Ai piani intimi”, per la qualità dell’allestimento e dei singoli lavori esposti.

Pertanto, a richiesta di molti, è prevista un’apertura straordinaria di finissage il giorno mercoledì 27 giugno, dalle 17,30 alle 20,00.

Sarnano, chiuso per terremoto

Il terremoto che ha colpito le Marche ha reso inagibili molti edifici anche a Sarnano. Per ora dunque non possiamo che spostare a Lavì! City a Bologna le attività espositive che erano previste nel periodo invernale a Sarnano. Ma appena le condizioni lo consentiranno riapriremo lo spazio sarnanese e continueremo la nostra programmazione. Sarnano deve ripartire, e noi stiamo con Sarnano.

Spazio Lavì! è un’associazione culturale senza scopo di lucro che per sostenere la propria attività si affida al lavoro dei soci e alle quote associative raccolte attraverso la campagna di tesseramento, oltre che sulla vendita delle opere e dei cataloghi degli artisti che ospitiamo nelle nostre gallerie a Bologna e a Sarnano.

La tessera 2017 ha un costo di 20 euro, l’IBAN dell’associazione è IT76O0311102402000000001727.

I soci in regola con la quota associativa potranno beneficiare di sconti speciali sugli acquisti.

esternolavicity

Lavì! City è uno spazio per mostre d’arte inaugurato nel giugno 2016 in un locale in via S.Apollonia 19/A, nel quartiere San Vitale, in piena zona universitaria e a pochi passi dai maggiori musei bolognesi. L’area a fine anni Sessanta costituì uno dei primi e più noti casi di applicazione delle teorie della conservazione integrale del centro storico. Il ripristino tipologico del comparto di via San Leonardo (la via parallela a est) è stato un intervento di recupero che negli anni è entrato nel mito, divenendo emblematico delle pratiche del restauro architettonico in tutta Europa. Via S.Apollonia è una strada popolare e multietnica, ricca di spazi dedicati alla cultura e allo studio, di laboratori di grafica, studi di architetti, spazi verdi.

La programmazione delle mostre e delle altre iniziative organizzate da Spazio Lavì! copre tutto il 2017. Lo spazio di Sarnano è al momento chiuso per terremoto, e pertanto proseguiamo le nostre attività a Bologna, a Lavì! City. Il 28 gennaio, in concomitanza con Arte Fiera, si inaugura la mostra fotografica di Sissi Cesira Roselli Archeologie scolastiche. L’atlante, curata da Sara Marini. Nella primavera del 2017  avremo il Bestiario di Ilaria Ferretti (www.ilariaferretti.it), fotografa marchigiana attiva a Torino, presentata da Pippo Ciorra. Nel periodo estivo a Sarnano ospiteremo una mostra di Giovanni Matarazzo e i paesaggi mediterranei di Manuela Caldi, architetto bolognese, realizzati con le terre dell’amatissima isola d’Elba. Inoltre in primavera il Loggiato comunale ospiterà la sesta edizione di Sarnanoscape, organizzata come sempre in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Macerata in base alla convenzione in atto con il Comune di Sarnano e l’ABAMC, rinnovata pochi mesi fa per un altro triennio.

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Dal 9 al 23 settembre 2016, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Bologna e con il patrocinio dell’Istituto regionale per i Beni Culturali e del Quartiere Santo Stefano, laboratorio fotografico sui giardini di città.
Workshop condotto da Fabio Mantovani su alcuni giardini del centro storico bolognese (Belmeloro, del Guasto, Parco della Montagnola, Orto Botanico) assai diversi quanto a tipologia, storia, uso attuale. I materiali fotografici prodotti saranno utilizzati per iniziative pubbliche nei prossimi mesi.
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www.spaziolavi.it ha sostituito il blog spaziolavi.wordpress.com, i cui contenuti sono visibili attraverso link nell’archivio del nuovo sito. Vogliamo che www.spaziolavi.it diventi per noi un motivo di crescita continua e un fattore di evoluzione, oltre che uno spazio virtuale di informazione, discussione, offerta di servizi, informazioni sugli acquisti delle opere presentate nelle mostre curate dalla nostra associazione.